Ricordi di una domenica mattina del 1946.

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Una domenica mattina del 1946, come quasi sempre accadeva, mio padre Alberto Baldacci mi portò, sulla canna della sua bicicletta, ad ascoltare la Messa nella Chiesa del Gesuiti, distante dalla nostra casa un paio di chilometri, alle pendici di Colle Marino di Pescara.

Quel giorno Padre Mosca, che ci accoglieva sempre con gioia, richiamò la nostra attenzione su una tomba antica ritrovata nel suo orto, che si estendeva dietro la Chiesa, a ridosso della strada Cavallaro. Il ritrovamento era avvenuto, ci disse, mentre il loro contadino (Sig. Mario Renzetti ) scavava II terreno per piantare alberi da frutto. Avevo nove anni, ma ricordo bene di aver visto una lastra di pietra, lunga circa due metri, larga quasi un metro e alta venti centimetri.

Ricordo ancora che, all’interno dell’ufficio di Padre Principe, notai appesa alla parete una lancia di ferro corrosa dal tempo, un elmo ed un vasettopoggiati sul tavolo. Egli stesso ci disse di averli reperiti sotto la pietra tombale. Proprio in virtù di questi ritrovamenti, nel primo pannello della Storia di Pescara (Rito ad Aternum) dipinsi un guerriero in atteggiamento di caccia, ipotizzando un primo insediamento della città proprio nel 1000 a. C. (Vedi foto, particolare dell’opera che si trova nella Sala del Consiglio del Municipio di Pescara).

 

Orto dei Gesuiti – scavi del 1997 – Pescara Colli

 

Zona archeologica dei Gesuiti – da sinistra Mario Renzetti, Andrea Staffa, Luigi Baldacci, Virgili Cindy

 

1968 Luigi Baldacci – primo pannello della Storia di Pescara – olio su tela – m. 12 x 2 – particolare la Caccia